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L'editore è un imprenditore che, entro certi limiti ben precisi, UN PO' DI STORIA 1646 - 2006 - Trecentosessanta anni di attività ininterrotta di una tipografia editrice sono certamente da ricordare. Meritano soprattutto di essere messe in evidenza alcune persone che nell'ambito delle famiglie Soliani e Mucchi hanno, di generazione in generazione, gestito con alterne vicende l'azienda, impegnate a continuare, nei secoli, la denominazione di Tipografia Soliani. La casa editrice, pur con varie denominazioni sempre legate a Soliani, ha continuato le pubblicazioni ininterrottamente fino ai giorni nostri. Il trasferimento della Corte estense da Ferrara a Modena, nel 1598, segnò per la città una rinascita politica, economica e culturale. La Corte offrì comodi e vantaggiosi impieghi a uomini colti e di elevato ingegno. Da ciò il fiorire di tipografie editrici; fra esse la Tipografia Soliani rimasta attiva fino ad oggi. BARTOLOMEO SOLIANI Bartolomeo Soliani, che già nel 1623 esercitava l'attività di libraio a Modena, nel 1646 prese a stampar libri con bottega in Piazza Grande. Incominciò con libriccini di facile smercio, adatti alle limitate possibilità di lettura di buona parte dei concittadini; infatti gli analfabeti in quegli anni erano circa l'80% della popolazione. Fra queste prime pubblicazioni ricordiamo la canzonetta popolare Terribile, crudelissima, tremenda e sanguinosa guerra tra cani e gatti. del fiorentino Antonio Michelassi e L'orazione funebre in morte del Padre Maestro F. Giacomo Tinti(1) Sul frontespizio di questo volumetto è impressa la prima marca dei Soliani, raffigurante uno scoglio in mezzo alle onde marine col motto "Virtuti fidens". Al Soliani si deve l'introduzione e il largo uso di libri del formato elzevir che era impiegato in quel tempo in Europa. Molte furono le "pubblicazioni d'occasione", in veste grafica lussuosa, illustrate con xilografie e calcografie: libri di notevole pregio artistico ma, per lo più, di mediocre contenuto. Bartolomeo Soliani si preoccupò però di pubblicare anche studi di illustri scienziati. Scomparso il tipografo concorrente, Cassiani, egli stampò alcune opere del Vedriani. Fra esse la Historia dell'antichissima città di Modena in due volumi del 1666 e 1667. In quel periodo i libri del Soliani portarono la marca del Globo con il motto "ponderibus librata suis". L'attività di Bartolomeo Soliani non si limitò alla pubblicazione di opere di carattere scientifico, artistico e d'occasione, ma diede larga parte alla produzione popolare.A proposito di questa produzione, si ricorda un litigio tra il tipografo Cassiani e il Soliani a causa del Lunario di Giuseppe Rosaccio, di proprietà del Cassiani. Per questa causa di "diritto d'autore" il Soliani fu condannato e messo in prigione ad istanza del Cassiani. LA "GETTERIA" E I "LEGNI" Il Soliani si attivò anche per assicurarsi il rifornimento di carta e per produrre nella "getteria" i caratteri occorrenti alla stampa delle sue pubblicazioni. La "zittaria" era presente nella bottega per fondervi direttamente i caratteri che occorrevano per la stampa e che bisognava spesso sostituire a causa del continuo logorio a cui erano sottoposti. Nel 1678 vi si trivavano ben 1813 "madri", cioè matrici di vario tipo per, per 12 tipi diversi di caratteri. La raccolta dei "legni" formò una collezione di migliaia di pezzi conservati dai Mucchi, tipografi-editori, ed ora presso la Galleria Estense di Modena. VIVIANO SOLIANI Bartolomeo Soliani morì il 16 gennaio 1670 e gli successe nell'azienda il figlio Viviano che, da giovane, non sembrava intenzionato a seguire le orme paterne; era manesco e usava più volentieri la spada del compositoio. A quarant'anni suonati non sapeva scrivere e riusciva solo a leggere quel tanto che bastava per fare il proprio lavoro di tipografo. Viviano, che aveva già lavorato una decina di anni con il padre, riuscì però a condurre l'azienda meglio di quanto le preoccupazioni del genitore potessero far pensare. Morì pochi anni dopo, il 13 febbraio 1678, all'età di 54 anni lasciando la moglie, Lucrezia Farina, con due figli ancora piccoli di nome Bartolomeo e Girolamo. La tipografia continuò sotto il nome di EREDI SOLIANI fino al 1692. Un'opera importante di questo periodo fu la memoria di Bernardino Ramazzini DE Fontium scaturigine (1691). BARTOLOMEO SOLIANI Continuò l'attività Soliani, potenziandola, Bartolomeo (nipote del fondatore). Egli pubblicò molte opere attinenti alla vita della Corte estense (nozze, feste, morti di principi, ecc.), spesso interessanti solo dal punto di vista tipografico e libri importanti come le opere del Muratori e del Torti. Il libro più bello e più sontuoso pubblicato da Bartolomeo fu LA SECCHIA RAPITA, poema eroicomico di Alessandro Tassoni, con le dichiarazioni di Gianandrea Barotti e la vita del Poeta composta da Ludovico Antonio Muratori, stampata nel 1744, illustrata da un'antiporta, da un ritratto del Poeta, da 15 tavole incise in rame e da due carte geografiche Dell'edizione si conoscono esemplari con stampe in turchino, riservate a Casa d'Este. Nel 1745 il Soliani pubblicò una edizione minore ornata con xilografie. Bartolomeo Soliani morì il 21 febbraio 1752 all'età di 79 anni. Con testamento istituiva eredi i figli maschi del fu Signor Lodovico Pagliani e della predefunta sua figlia primogenita, Livia, in una metà dell'asse ereditario e nell'altra metà la sua secondogenita, Elena, moglie di Gian Battista Orlandi. Nel testamento Bartolomeo fu qualificato: Stampatore Ducale, Vescovile e del S. Officio della Comunità di Modena e dell'Abbazia di Nonantola. Ciò è un'ulteriore prova dell'alta considerazione che godevano in quel tempo i tipografi. EREDI SOLIANI Gli Eredi Soliani continuarono l'arte della stampa in Modena dal 1752 al 1863, con alterna fortuna. Essi poterono fregiarsi dei titoli di Stampatori Ducali ed infine Reali. Dalla tipografia Soliani uscì il giornale IL MESSAGGERE pubblicato dal 1756 al 1796, risorto dopo il 1815 e continuato sino al 1848. Sulle edizioni settecentesche di Soliani appare la marca con un Mercurio circondato da due fronde di alloro, intrecciate alla base da un cartiglio col motto "nullum numen abset". SI CHIUDE UN'EPOCA
Si chiude un'epoca e inizia un periodo denso di avvenimenti e rivoluzioni politiche, economiche e tecnologiche. ADEODATO MUCCHI
Si veniva così a formare una solida azienda per la produzione e diffusione di libri e stampati. Adeodato Mucchi, rimasto unico proprietario, si proponeva di continuare la tradizione della tipografia Soliani e probabilmente anche della Società Tipografica del Foà, che nella seconda metà del Settecento era stata concorrente della Soliani e aveva pubblicato ottime edizioni culturali. La SOCIETA' TIPOGRAFICA - Antica Tipografia Soliani Con la direzione di Adeodato Mucchi dal 1864 si pubblicarono belle edizioni con diffusione in tutto il Regno d'Italia, superando le difficoltà di adattamento della economia di Modena non più capitale del ducato. Adeodato sentì la necessità di adeguare l'arte della stampa alle nuove tecniche: i torchi vennero sostituiti da macchine più complesse, l'organizzazione del lavoro diventò più razionale. L'attività lavorativa della Tipografia Soliani si era svolta dalla fondazione in angusti locali su tre piani; nel primo l'amministrazione, la vendita, la legatoria, il magazzino, nel secondo la composizione, e nel terzo i torchi per la stampa. Nella nuova tipografia tutte le lavorazioni si svolsero su un solo piano. Adeodato Mucchi, lavoratore instancabile, si dedicò anche ad attività sociali e fu fra i fondatori della Mutua dei tipografi, che aveva come scopo, non solo di aiutare i lavoratori durante la malattia, ma anche quello di migliorarne l'istruzione e le capacità creative, poiché, ancora a quel tempo, il tipografo era considerato un artista. Egli stesso provò poi la frustrazione ed il dolore di un infortunio sul lavoro, perdendo una mano maciullata da una macchina tipografica. Con la nuova denominazione di Società Tipografica Modenese - Antica Tipografia Soliani, l'azienda dei Mucchi ebbe sede in Modena in Via Emilia centro con la libreria e l'amministrazione nella stessa via, sotto il Portico del Collegio; in seguito l'attività si trasferì in Piazzale Garibaldi, 2. Il 4 febbraio 1905 morì Adeodato Mucchi lasciando eredi la moglie e i figli Cesare e Riccardo. CESARE E RICCARDO MUCCHI
L'ambizione di Cesare Mucchi era di creare una vera organizzazione editoriale internazionale, alla quale diede vita nel giro di pochi anni, coadiuvato dal fratello, Riccardo. Si pubblicarono: il periodico Archivio Giuridico, I Dizionari giuridici ai quali si affiancarono le edizioni universitarie, le collane di testi per le scuole medie inferiori e superiori. Si intensificò anche, la collaborazione con l'Accademia Militare di Modena per la stampa di volumi ad uso degli Allievi. Dal felice incontro di lavoro con il Prof. Giulio Bertoni iniziarono le collane Studi e Testi e Testi e Manuali di filologia romanza e il periodico CULTURA NEOLATINA, espressione della Scuola di filologia romanza dell'Università di Roma. Nello stesso periodo iniziava la pubblicazione la Collezione storica del Risorgimento e continuava la stampa degli Atti dell'Accademia di Scienze, Lettere ed Arti, della Società dei Naturalisti e Matematici e di molte altre Organizzazioni culturali. Lo stabilimento grafico e la casa editrice si trasferirono nel 1913 in viale Fabrizi, in locali appositamente costruiti, con ampi magazzini per le edizioni.
Nel 1945 la guerra finì ma i problemi continuarono ad essere tanti. Ci fu però la volontà di risollevarsi, di riprendere il lavoro al più presto. In quel periodo operarono nell'azienda Cesare, Riccardo, Adeodato II, Enrico Mucchi. Le difficoltà erano grandi: scarseggiavano le materie prime (il costo della carta che nel 1943 era L.20 nel 1947 era salito a L.240), scarseggiava il gas e l'energia elettrica, le vie di comunicazione erano ancora semidistrutte. Il rinnovo del catalogo editoriale richiedeva idee nuove e notevoli investimenti. Con uno sforzo organizzativo e finanziario notevole l'azienda fu portata a nuovi livelli. Si ridussero i titoli in catalogo razionalizzando la produzione. Si riprese la pubblicazione dei periodici e delle collane. Si iniziarono nuove attività. In quegli anni difficili la casa editrice mantenne la tradizionale indipendenza da ogni ideologia e partito. Edizioni avversate, che pochi avrebbero pubblicate, uscirono dai torchi dei Mucchi: "Fraternità cristiana" di Padre Placido, "Adesso" di Don Primo Mazzolari, le "Edizioni dello scorpione" di Enzo Tortora, "Documenti e testimonianze". CESARE ED ENRICO MUCCHI
Nel 1971 morì Cesare Mucchi. Egli era innamorato del suo lavoro di tipografo-editore; gli piacevano il bel carattere e la buona stampa. Del libro seguiva la crescita passo per passo, dalla progettazione alla stampa, alla creazione della copertina, alla legatura. Quando il volume arrivava, finito, sul suo tavolo lo esaminava da ogni lato, lo sfogliava delicatamente e, soddisfatto, lo passava alla distribuzione. Il Prof. Arturo Carlo Jemolo nel necrologio, scrisse: "Vita ben spesa e sostanzialmente serena, per chi non cercava guadagni più di quanti occorressero per mantenere in prosperità l'impresa, successo, successo morale intenso, riconoscimenti molteplici, unanimi, manifestatisi in più occasioni. E porrei come il maggior successo il più felice ed uno dei meno facili da ottenere nel nostro tempo, l'aver avuto al fianco un figlio affezionatissimo, nutrito delle stesse idealità del padre, sicchè Cesare Mucchi ha potuto spegnersi con la certezza che il suo lavoro sarebbe continuato". ENRICO MUCCHI Si continuò a lavorare nella tradizione, in un periodo di grandi cambiamenti, di rivoluzione morale e tecnologica. Con una gestione oculata, ma mai rinunciataria, l'azienda crebbe e si consolidò fino al 1982 nei locali di Viale Fabrizi, ormai inglobati nel cuore di Modena. In quell'anno, per rinnovarsi ed adeguarsi ai tempi la S.T.E.M. MUCCHI già Soliani diede origine alla Stampati Tecnico-commerciali Editoria Marcheting già Soliani e alla ENRICO MUCCHI EDITORE s.r.l. già Soliani. Il trasferimento negli ampi locali di Via Emilia Est - Fossalta di Modena (luogo celebre, già confine con Bologna, per scontri armati ed incontri culturali) permise la riorganizzazione della attività. Ebbero inizio nuove collane: Sudi, Testi e Manuali, Il vaglio, Il lapazio, Ghirlandina di classici italiani, Percorsi, Strumenti, Materiali bibliografici, K- Studi e letture critiche, Segni, Storia e cultura dell' Emilia, Le macchine e la storia, Documenti e testimonianze, Argomenti militari. ENRICO E MARCO MUCCHI
Cultura neolatina, Rassegna di Storia contemporanea, Personalità / Dipendenze, The italian journal of zoology, Materials engineering. ATTUALE ORGANIZZAZIONE DELLA MUCCHI EDITORE La DIREZIONE AMMINISTRATIVA cura i rapporti con Autori, Concessionari, Distributori, Librai, Biblioteche,Corrispondenti, dal punto di vista finanziario e amministrativo. La DIREZIONE EDITORIALE vaglia tutte le proposte di pubblicazione, promuove nuove iniziative, cura i rapporti con i Direttori delle Collane e con gli Autori. Per ogni edizione la direzione editoriale promuove il progetto grafico-editoriale allo scopo di intraprendere le varie lavorazioni con la necessaria sicurezza e precisione. Caratteristica del lavoro della Mucchi è il rapporto continuo con l'Autore in tutte le fasi della lavorazione. Il lavoro di "stampa" si integra così con quello editoriale. La direzione editoriale prepara il programma di pubblicità: rapporti con Perodici, Agenzie, preparazione di cataloghi, partecipazione a Mostre, organizzazione di "presentazioni", inserimento del volume nell'International Standard Book Number (I.S.B.N.), INDICOD, procedure di legge per il deposito e per la salvaguardia del diritto d'autore. Ultima fase è la diffusione per mezzo di Distributori, Librai, Commissionari, Corrispondenti esteri. La DIREZIONE PERIODICI coordina l'attività delle Direzioni e Redazioni dei Periodici della Casa editrice e di Terzi, curando la preparazione dei fascicoli e la distribuzione, soprattutto a mezzo abbonamenti per la cui acquisizione effettua la propaganda a mezzo di indirizzi personalizzati. Le Riviste MUCCHI EDITORE sono iscritte nel Registro Nazionale della Stampa e associate AIE e USPI. |