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Giancarlo Guido Mancini
Espressioni letterarie dell' insegnamento di S. Teresa de Avila

Espressioni letterarie dell' insegnamento di  S. Teresa de AvilaQuando si legge di intervento divino nella composizione degli scritti della Santa si è di fronte ad opere piene di entusiasmo religioso, di fervida ammirazione, di una candida e quasi toccante ingenuità, ma non di fronte a testi di critica letteraria scientifica. La prosa teresiana accessibile e vivace dà immediatamente il senso della forza, della volontà di una personalità che è tesa verso il cielo, ma che conosce il mondo. Ciò avviene anche quando l'espressione si anima di un afflato lirico erompente e a volte convulso, o quando una parentesi improvvisa sembra rapire l'anima della Santa nella evocazione della beatitudine. Oltre a tutto ciò, la stessa Scrittrice non lascia luogo a confusioni. Più di una volta, infatti, dichiara che scrive ciò che ricorda dei suoi stati mistici e che fa semplici relazioni di quello che le è accaduto nella sua vita spirituale. Santa Teresa spiega come le grazie soprannaturali si siano impresse nella sua anima; specifica i casi in cui qualche particolare sfugge alla sua memoria, ma il suo scritto, inebriato dal ricordo, è pur sempre umano e non ha nulla del balbettio dell' ineffabile. NO-CODICE
Titolo: Espressioni letterarie dell' insegnamento di S. Teresa de Avila
Sottotitolo:
Produttore: Mucchi Editore
Autore: Giancarlo Guido Mancini
Curatore:
Argomento: Filologia
Collana: Filologia e linguistica
ISBN: NO-CODICE
Anno: 1955
Formato cm: 19.0x28.0
Numero Pagine: 152
Numero Edizione: 1
Numero Volumi: 1



Quando si legge di intervento divino nella composizione degli scritti della Santa si è di fronte ad opere piene di entusiasmo religioso, di fervida ammirazione, di una candida e quasi toccante ingenuità, ma non di fronte a testi di critica letteraria scientifica. La prosa teresiana accessibile e vivace dà immediatamente il senso della forza, della volontà di una personalità che è tesa verso il cielo, ma che conosce il mondo. Ciò avviene anche quando l'espressione si anima di un afflato lirico erompente e a volte convulso, o quando una parentesi improvvisa sembra rapire l'anima della Santa nella evocazione della beatitudine. Oltre a tutto ciò, la stessa Scrittrice non lascia luogo a confusioni. Più di una volta, infatti, dichiara che scrive ciò che ricorda dei suoi stati mistici e che fa semplici relazioni di quello che le è accaduto nella sua vita spirituale. Santa Teresa spiega come le grazie soprannaturali si siano impresse nella sua anima; specifica i casi in cui qualche particolare sfugge alla sua memoria, ma il suo scritto, inebriato dal ricordo, è pur sempre umano e non ha nulla del balbettio dell' ineffabile.

 

Ricordi dunque, poeticamente rivissuti ed espressi, ma quale il loro intento? Gli scritti teresiani vogliono essere effusione lirica di un sentimento che invade l'anima e sembra non poter essere contenuto in un cuore ebbro e gemente? Esaltazione amorosa della divinità? O semplicemente relazione, cronaca di avvenimenti eccezionali? Ognuna di queste domande può avere una risposta affermativa quando si pensi alle Exclamaciones del alma a Dios, in cui le parole paiono sopraffatte dall'empito lirico, o quando si leggano le Moradas, in cui l'anima si congiunge a Dio nel matrimonio mistico, o, infine, quando si ricordino alcuni meditati passi del Camino de Perfeccion o dei Conceptos resi con oggettiva compostezza. La verità di tali risposte fa nascere il dubbio che esista un unico motivo determinante che assommi tanti distinti atteggiamenti. Santa Teresa, infatti, non vuole fare una cronaca o una lirica, ma desidera soprattutto insegnare, seguendo l'indirizzo proprio della letteratura mistica. Insegnare la via e i mezzi per raggiungere la perfezione.

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