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1646 – 2011 - Oltre trecentosessanta anni di attività ininterrotta di una tipografia editrice sono certamente da ricordare. Meritano soprattutto di essere messe in evidenza alcune figure che nell'ambito delle famiglie Soliani e Mucchi hanno, di generazione in generazione, gestito con alterne vicende l'azienda, impegnate a continuare, nei secoli, la denominazione di Tipografia Soliani. Il trasferimento della Corte estense da Ferrara a Modena, nel 1598, segnò per la città una rinascita politica, economica e culturale. La Corte offrì comodi e vantaggiosi impieghi a uomini colti e di elevato ingegno. Da ciò il fiorire di tipografie editrici; fra esse la Tipografia Soliani...

BARTOLOMEO SOLIANI

Bartolomeo Soliani, che già nel 1623 esercitava l'attività di libraio a Modena, nel 1646 prese a stampar libri con bottega in Piazza Grande. Incominciò con libriccini di facile smercio, adatti alle limitate possibilità di lettura di buona parte dei concittadini; infatti il tasso di analfabetismo in quegli anni sfiorava circa l'80% della popolazione. Fra queste prime pubblicazioni ricordiamo la canzonetta popolare “Terribile, crudelissima, tremenda e sanguinosa guerra tra cani e gatti”. del fiorentino Antonio Michelassi e “L'orazione funebre in morte del Padre Maestro” di F. Giacomo Tinti. Sul frontespizio di questo volumetto è impressa la prima marca dei Soliani, raffigurante uno scoglio che resiste alla furia delle onde marine col motto Virtuti fidens, elemento centrale del nostro attuale logo. Al Soliani si deve l'introduzione e il largo uso di libri del formato elzevir che era impiegato in quel tempo in Europa. Molte furono le "pubblicazioni d'occasione", dalla veste grafica lussuosa, illustrate con xilografie e calcografie: libri di notevole pregio artistico ma, per lo più, di mediocre contenuto. Bartolomeo Soliani si preoccupò però di pubblicare anche studi di illustri scienziati. Scomparso il tipografo concorrente, Cassiani, egli stampò alcune opere del Vedriani. Fra esse la “Historia dell'antichissima città di Modena” in due volumi del 1666 e 1667.
L'attività di Bartolomeo Soliani non si limitò alla pubblicazione di opere di carattere scientifico, artistico e d'occasione, ma diede larga spazio alla produzione popolare.

LA "GETTERIA" E I "LEGNI"

Il Soliani si attivò anche per assicurarsi il rifornimento di carta e per produrre nella "getteria" i caratteri occorrenti alla stampa delle sue pubblicazioni. La "zittaria" era presente nella bottega per fondervi direttamente i caratteri che occorrevano per la stampa e che bisognava spesso sostituire a causa del continuo logorio a cui erano sottoposti. Nel 1678 vi si trovavano ben 1813 "madri", cioè matrici di vario tipo per 12 tipologie di carattere. La raccolta dei "legni" formò una collezione di migliaia di pezzi, accuratamente conservati, ed ora presso la Galleria Estense di Modena.

VIVIANO SOLIANI

Bartolomeo Soliani morì il 16 gennaio 1670 e gli successe nell'azienda il figlio Viviano che, da giovane, non sembrava intenzionato a seguire le orme paterne; più avvezzo alla spada che al compositoio. A quarant'anni suonati non sapeva scrivere e riusciva solo a leggere quel tanto che bastava per fare il proprio lavoro di tipografo. Viviano, che aveva già lavorato una decina di anni con il padre, riuscì però a condurre l'azienda meglio di quanto le preoccupazioni del genitore potessero far pensare. Morì pochi anni dopo, il 13 febbraio 1678, all'età di 54 anni lasciando la moglie, Lucrezia Farina, con due figli ancora piccoli di nome Bartolomeo e Girolamo. Un'opera importante di questo periodo fu la memoria di Bernardino Ramazzini “De Fontium scaturigine” (1691).

BARTOLOMEO SOLIANI

Continuò l'attività Soliani, potenziandola, Bartolomeo (nipote del fondatore). Egli pubblicò molte opere attinenti alla vita della Corte estense (nozze, feste, morti di principi, ecc.), spesso interessanti solo dal punto di vista tipografico e libri importanti come le opere del Muratori e del Torti. Il libro più significativo pubblicato da Bartolomeo fu LA SECCHIA RAPITA, poema eroicomico di Alessandro Tassoni, con le dichiarazioni di Gianandrea Barotti e la vita del Poeta composta da Ludovico Antonio Muratori, stampata nel 1744, con un ritratto del Poeta, 15 tavole incise in rame e due carte geografiche. Dell'edizione si conoscono esemplari con stampe in turchino, riservate a Casa d'Este. Bartolomeo Soliani morì il 21 febbraio 1752 all'età di 79 anni, lasciando le redini dell’azienda agli eredi. Nel testamento Bartolomeo fu qualificato: Stampatore Ducale, Vescovile e del S. Officio della Comunità di Modena e dell'Abbazia di Nonantola, ad ulteriore prova dell'alta considerazione riservata a quel tempo ai tipografi.

EREDI SOLIANI

Gli Eredi Soliani continuarono l'arte della stampa in Modena dal 1752 al 1863, con alterna fortuna. Essi poterono fregiarsi dei titoli di Stampatori Ducali ed infine Reali. Dalla tipografia Soliani uscì il giornale IL MESSAGGERE pubblicato dal 1756 al 1796, risorto dopo il 1815 e portato avanti sino al 1848.

SI CHIUDE UN'EPOCA

Dopo ben 224 anni, distribuiti su due secoli, il XVII e il XVIII, differenti, ma complementari fra loro, la tipografia degli Eredi Soliani, nel 1870, passa a Luigi Gaddi per continuare, nel 1873 come Società Tipografica, Antica tipografia Soliani. Si chiude un'epoca e inizia un periodo denso di avvenimenti e rivoluzioni politiche, economiche e tecnologiche.

ADEODATO MUCCHI

Acquistata la tipografia degli Eredi Soliani, Adeodato Mucchi, con alcuni soci, costituì la Società Tipografica - Antica Tipografia Soliani, che acquisì l'attività della Soliani, di altre tipografie e della Libreria Editrice Vincenzi e Nipoti.
Si veniva così a formare una solida azienda per la produzione e diffusione di libri e stampati.
Adeodato Mucchi, rimasto unico proprietario, volle continuare la tradizione della tipografia Soliani e probabilmente anche della Società Tipografica del Foà, che nella seconda metà del Settecento era stata concorrente della Soliani, pubblicando ottime edizioni culturali.

La SOCIETA' TIPOGRAFICA - Antica Tipografia Soliani

Con la direzione di Adeodato Mucchi dal 1864 si pubblicarono edizioni di pregio, anche dal punto di vista del contenuto, con diffusione in tutto il Regno d'Italia, superando le difficoltà di adattamento di un’ economia di Modena non più capitale del ducato. Adeodato sentì la necessità di adeguare l'arte della stampa alle nuove tecniche: i torchi vennero sostituiti da macchine più complesse, l'organizzazione del lavoro diventò più razionale. L'attività lavorativa della Tipografia Soliani si era svolta dalla fondazione in angusti locali su tre piani; nel primo l'amministrazione, la vendita, la legatoria, il magazzino, nel secondo la composizione, e nel terzo i torchi per la stampa. Nella nuova tipografia tutte le lavorazioni si svolsero su un unico piano. Adeodato Mucchi, lavoratore instancabile, si dedicò anche ad attività sociali e fu fra i fondatori della Mutua dei tipografi, con lo scopo, non solo di aiutare i lavoratori durante la malattia, ma anche quello di migliorarne l'istruzione e le capacità creative, poiché, ancora a quel tempo, il tipografo era considerato un artista. Con la nuova denominazione di Società Tipografica Modenese - Antica Tipografia Soliani, l'azienda dei Mucchi si trasferì a Modena in Via Emilia centro con la libreria e l'amministrazione nella stessa via, sotto il Portico del Collegio; in seguito l'attività si trasferì in Piazzale Garibaldi, 2. Il 4 febbraio 1905 morì Adeodato Mucchi lasciando eredi la moglie e i figli Cesare e Riccardo.

CESARE E RICCARDO MUCCHI

Cesare, all'età di diciotto anni, assunse la direzione dell'azienda potenziandola ed ampliandola. L'ambizione di Cesare Mucchi era di creare una vera organizzazione editoriale internazionale, alla quale diede vita nel giro di pochi anni, coadiuvato dal fratello, Riccardo. Si pubblicarono: il periodico “Archivio Giuridico”, “I Dizionari giuridici” ai quali si affiancarono le edizioni universitarie, le collane di testi per le scuole medie inferiori e superiori. Si intensificò anche, la collaborazione con l'Accademia Militare di Modena per la stampa di volumi ad uso degli Allievi. Dal felice incontro di lavoro con il Prof. Giulio Bertoni iniziarono le collane “Studi e Testi” e “Testi e Manuali di filologia romanza” e il periodico CULTURA NEOLATINA, espressione della Scuola di filologia romanza dell'Università di Roma. Nello stesso periodo iniziava la pubblicazione della “Collezione storica del Risorgimento” e continuava la stampa degli “Atti dell'Accademia di Scienze, Lettere ed Arti”, della “Società dei Naturalisti e Matematici” e di molte altre Organizzazioni culturali. Lo stabilimento grafico e la casa editrice si trasferirono nel 1913 in viale Fabrizi, in locali appositamente costruiti, con ampi magazzini per le edizioni.

Nel 1943 gli avvenimenti bellici provocarono danni notevolissimi: si persero migliaia di volumi, sparsi nei depositi in Italia e all'estero. Lo stabilimento di Modena fu parzialmente distrutto da un bombardamento, mancavano le materie prime, la censura era implacabile, la casa editrice fu "nazionalizzata" dal governo della R.S.I. .Nel 1945 la guerra finì, ma i problemi continuarono ad essere tanti. Ci fu però la volontà di risollevarsi... In quel periodo operarono nell'azienda Cesare, Riccardo, Adeodato II, Enrico Mucchi. Le difficoltà erano grandi: scarseggiava il gas e l'energia elettrica, le vie di comunicazione erano ancora semidistrutte. Il rinnovo del catalogo editoriale richiedeva idee nuove e notevoli investimenti. Con uno sforzo organizzativo e finanziario notevole l'azienda fu portata a nuovi livelli. Si ridussero i titoli in catalogo, razionalizzando la produzione. Si riprese la pubblicazione dei periodici e delle collane e si ripartì con nuove attività. In quegli anni difficili la casa editrice mantenne la tradizionale indipendenza da ogni ideologia e partito. Edizioni avversate, che pochi avrebbero pubblicato, uscirono dai torchi dei Mucchi: "Fraternità cristiana" di Padre Placido, "Adesso" di Don Primo Mazzolari.

CESARE ED ENRICO MUCCHI

Nel 1952, ritiratosi Riccardo Mucchi, Cesare venne affiancato nella direzione dell'impresa dal figlio Enrico che, nella convinzione che il ruolo dell’editore fosse quello di dover organizzatore idee e tendenze, promuovere linee di cultura attraverso una organizzazione stabile, si impegnò nello sviluppo della casa editrice. Nel 1971 morì Cesare Mucchi. Innamorato del suo lavoro di tipografo-editore; amava il bel carattere e la buona stampa, seguiva passo dopo passo la nascita del libro, dalla progettazione alla stampa, dalla creazione della copertina alla legatura, e prima di passarlo alla distribuzione lo esaminava nei dettagli per accertarsi della sua perfezione. Il Prof. Arturo Carlo Jemolo nel necrologio, scrisse: "Vita ben spesa e sostanzialmente serena, per chi non cercava guadagni più di quanti occorressero per mantenere in prosperità l'impresa, successo, successo morale intenso, riconoscimenti molteplici, unanimi, manifestatisi in più occasioni. E porrei come il maggior successo il più felice ed uno dei meno facili da ottenere nel nostro tempo, l'aver avuto al fianco un figlio affezionatissimo, nutrito delle stesse idealità del padre, sicchè Cesare Mucchi ha potuto spegnersi con la certezza che il suo lavoro sarebbe continuato".

ENRICO MUCCHI

Si continuò a lavorare nella tradizione, in un periodo di grandi cambiamenti, di rivoluzione morale e tecnologica. Con una gestione oculata, ma mai rinunciataria, l'azienda crebbe e si consolidò fino al 1982 nei locali di Viale Fabrizi, ormai inglobati nel cuore di Modena. In quell'anno, per rinnovarsi ed adeguarsi ai tempi la S.T.E.M. MUCCHI già Soliani diede origine alla ENRICO MUCCHI EDITORE s.r.l. già Soliani. Il trasferimento negli ampi locali di Via Emilia Est - Fossalta di Modena (luogo celebre, già confine con Bologna, per scontri armati ed incontri culturali) permise la riorganizzazione della attività. Ebbero inizio nuove collane: “Studi, Testi e Manuali”, “Il vaglio”, “Il lapazio”, “Ghirlandina di classici italiani”, “Percorsi”, “Strumenti”, “Studi e letture critiche”...

ENRICO E MARCO MUCCHI

Con la direzione di Enrico e del figlio Marco la casa editrice, usufruendo delle più moderne tecniche di stampa e distribuzione, continua, integrando le Collane tradizionali, alle quali si aggiungono nuovi importanti tasselli, ricordiamo: la nuova edizione de “La Secchia rapita” del Tassoni, “Il Duomo di Modena”, “Il Canzoniere provenzale Estense”, “Vocabolario Modenese – Italiano”, “Edizione nazionale delle opere di Lazzaro Spallanzani”, “Edizione nazionale di Giosue Carducci”, le collane “Incontri con l'Ottocento e il Novecento”. Poi, i periodici: “Archivio Giuridico”, “Il Diritto dell'Economia”, “Cultura neolatina”, “Rassegna di Storia contemporanea”, “Personalità / Dipendenze”, “Poetiche”, “Ciberspazio e Diritto”... sino ai nostri attuali progetti editoriali.

Eventi

Presentazione "Nelle terre esterne" - Libreria Ubik Modena

Nelle terre esterne di M. Meschiari

Venerdì 16 novembre ore 18.00 - Libreria Ubik, Modena

Presentazione "Genova e Roma tra Cinque e Seicento" - Museo di Palazzo Reale, Genova

Giovedì 24 ottobre ore 17.00 - Salone da ballo di Palazzo Reale, Genova