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Carducci filologo e la filologia su Carducci

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Carducci filologo e la filologia su Carducci
Sottotitolo
Atti del Convegno (Milano 6-7 novembre 2007)
Autore
AA.VV.
Uscita
2009
Numero Pagine
192
ISBN
978-88-7000-495-3
Formato cm
17 x 24
Prezzo base, tasse incluse15,00 €
Prezzo di vendita12,75 €

La filologia carducciana si basa su due capisaldi: il testo e le fonti, cioè l'investigazione dei manoscritti e delle stampe per avvicinarsi, a volte un po' empiricamente, al testo autentico; e l'esibizione dei precedenti, della cultura dell'autore, delle fonti appunto, dal momento che ogni autore e ogni opera naviga, per così dire, nel grande e continuo flusso della letteratura. Il che è valido ancora oggidì, e il Carducci, come poeta in proprio, anche perchè intendeva programmaticamente ricapitolare la tradizione classica e italica, è aperto a un'infinità di influenze, anche di autori e periodi in cui, in sede di teoria storica, taceva, a suo parere, lo spirito nazionale. Del suo lavoro come artiere della poesia, il Maremmano ci ha lasciato copiosa testimonianza negli autografi, sì che chi voglia può seguire l'elaborazione dei componimenti, cioè il lavoro dell'officina, e penetrare nelle ragioni linguistiche, stilistiche, strutturali; ma non certo, ingenuamente e illusoriamente, per veder nascere, come si è fatto spesso nel Novecento, la poesia della non-poesia, che sarebbe una faccenda di gusto discutibile, o di ideologia ancora più discutibile (in proposito si ha nelle pagine di questo volume una luminosa lezione). Per questo la nuova Edizione Nazionale offre, seguendo opportune convenzioni, anche la trascrizione di tutti gli autografi (si veda il libro dei Levia Gravia). Di un altro capitolo della storia culturale del Carducci si vedono consistenti tracce nelle pagine del presente volume, ci si riferisce al Carducci antologista, una storia lunga cinquant'anni (tutta ancora da scriversi, o quasi), da L'arpa del popolo a Primavera e fiore della lirica italiana. L'opera del Carducci antologista non è mai una esibizione estetizzante, un'esposizione del bello per il bello, ma un impegnativo lavoro documentario, quel che è necessario per far capire un autore, un movimento, un genere, un periodo della storia letteraria e civile. E' un fare i conti primariamente con se stesso di fronte a autori ed eventi, e poi offrire un ammaestramento, nel senso più ampio del termine.

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