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Bibliopea o sia l'arte di compor libri (1776)

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Bibliopea o sia l'arte di compor libri (1776)
Sottotitolo
di Carlo Denina
Autore
Denina Carlo
Uscita
1994
Numero Pagine
380
ISBN
978-88-7000-232-4
Formato cm
14 x 20
Prezzo di vendita10,00 €

La Bibliopea fu pubblicata per la prima volta a Torino dai fratelli Reycends nel 1776, la presente anastatica riproduce la seconda edizione del 1827, comparsa a Milano nella biblioteca scelta del Silvestri, che è più corretta della precedente. «Opera di scarso interesse», così giudica la Bibliopea Virgilio Titone, autore di uno studio monografico sull'abate Carlo Denina, eppure c'è più di un motivo per ristudiare questo testo settecentesco di cui oggi al massimo si ricorda la singolarità del titolo, (ma i lessici non registrano la parola bibliopea dal chiaro etimo greco: biblíon=libro e poiêin=fare, perfettamente analoga nella sua formazione a onomatopea, farmacopea, etc.). Originale è in realtà l'idea da cui il libro nasce e l'autore ne è ben consapevole: «io mi sono più volte meravigliato - scrive Denina - che fra tanti autori che da tre secoli in qua hanno scritto, non solo di ogni parte di letteratura, ma quasi d'ogni minutezza letteraria, niuno abbia preso a scrivere in generale sopra l'Arte di Compor Libri». La bibliopea nella concezione di Denina raccoglie gli insegnamenti parziali delle retoriche e delle poetiche tradizionali e li inserisce in un progetto complessivo che abbraccia il libro nella sua totalità, compresi gli aspetti materiali, cioè la stampa. Siamo dunque di fronte a un tentativo di mettere a disposizione l'eredità della tradizione antica (la poetica e la retorica nascono nella cultura dell'antichità classica) di chi scrive nell'epoca della stampa. Per rendersi conto dell'ampiezza del progetto e delle sue caratteristiche particolari è necessario considerare     la struttura della bibliopea. La prima parte dell'opera tratta dunque della formazione culturale dell'autore. La seconda parte è specificamente dedicata alla composizione del libro. La terza parte Denina sente il bisogno di dare una giustificazione particolare: «Le cose che tratteremo in questa terza parte possono in qualche modo riguardarsi come estrinseche alla composizione del libro; ma riguardate per altro verso, sono di tanta importanza, che appena senza di esse può farsi; ed anche per la loro propria indole ed origine appartengono strettamente all'economia della composizione».

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