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Le passioni evidenti

C A T A L O G O / Il vaglio / Le passioni evidenti
Le passioni evidenti
Sottotitolo
Parola, pittura, scena nella letteratura settecentesca
Autore
Alberto Beniscelli
Uscita
2000
Numero Pagine
296
ISBN
978-88-7000-330-7
Formato cm
13 x 21
Prezzo base, tasse incluse20,00 €
Prezzo di vendita17,00 €

Secolo di restauri classicisti in sede di tradizione e forme poetiche, il Settecento italiano è anche periodo nel quale gli scrittori più avvertiti si avvicinano all'eredità fonico-pittorica di molta letteratura cinque-secentesca per recuperarla al gusto in via di riforma, confrontarla con le offerte provenienti dall'estero, immetterla in un circuito di comunicazione europea. Premono alcuni modelli forti, sui teorici ed i letterati settecenteschi. Al Tasso facitore di una "visiva" poesia degli affetti si accosta Racine, inventore del difficile equilibrio tra artificio del teatro e natura delle passioni, costruttore di una scena che nel punto più elaborato della finzione rappresentativa aveva mostrato l'urgenza delle spinte sentimentali; mentre terzo protagonista della linea ostensiva, "evidente", dell'interiorità, è il Poussin dell'Et in Arcadia ego, trasposto nella scrittura di paesaggio. Lungo queste direttrici si sviluppa il libro, per verificare la tenuta degli esempi e cogliere i momenti di svolta, quando Tasso, Racine, Poussin, già accostati negli elogi e nelle imitazioni, vengono separati. Gli ultimi due per essere discussi, negati o forzati dall'interno, fino alle alte impuntature di Alfieri o di Manzoni. Il primo, Tasso, per siglare, con nuovo "volto" romantico, il passaggio tra Sette e Ottocento.

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