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Sogno di un mondo senza guerre

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Sogno di un mondo senza guerre
Sottotitolo
Saggio popolare sulla assurdità della guerra
Autore
Pierotti Francesco
Anno
1984
Numero Pagine
94
ISBN
978-88-7000-077-1
Formato cm
17 x 24
Prezzo di vendita5,00 €

Questo scritto è ispirato da un sogno: dal sogno che il triste fenomeno «guerra» cessi di funestare il genere umano e che, di conseguenza, il servizio militare non sia più necessario. Si dirà che, in tal caso, masse di uomini, quelli in divisa e quelli che direttamente o indirettamente lavorano per la guerra, e sono milioni, verrebbero messi sul lastrico; ma questa obiezione non è una ragione valida per giustificare gli eccidi e le distruzioni della guerra: la difficoltà di nutrire la prole numerosa di una famiglia non giustifica certo l'uccisione di una parte della prole. D'altro canto il mondo in cui viviamo è vasto e, in larga misura, ancora da sfruttare: tanti mestieri produttivi ed utili ai fini del benessere e della emancipazione delle popolazioni sottosviluppate o in via di sviluppo potranno essere trovati per sostituire il mestiere delle armi: le industrie di guerra subirebbero un calo ma quelle di pace un aumento. Quel sogno, lo sa bene l'autore, oggi come oggi, è utopistico, irrealizzabile; ma il suo intento è solo quello di raccogliere, sia pure senza l'ausilio di uno schema organico, senza il sostegno di consultazioni e documentazioni, salvo qualche citazione occasionale, alcune considerazioni elementari da uomo della strada di media cultura, di media intelligenza, di medio buon senso: alcune, forse, giuste e sensate, altre, forse, fasulle o illogiche, altre, forse, puri luoghi comuni, altre, forse, pleonastiche o contradditorie, ma tutte miranti ad un fine, quello di attirare l'attenzione del lettore sulla assurdità, sul nonsenso, sulla spaventosa crudeltà del disumano e incivile fenomeno «guerra», senza illudersi di contribuire con questi granellini di idee antibelliche, alla causa della pace e a rendere migliore il mondo in cui viviamo. Può sembrare strano che proprio un ex militare di carriera spezzi questa fragile lancia contro la guerra, ma non è strano perchè i militari, o almeno quelli che la guerra non la fanno sedendo nelle poltrone degli uffici, sono i più acerrimi nemici della guerra della quale debbono subire come protagonisti i patimenti, i rischi e gli orrori.

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